Digitale terrestre, il passaggio non è una passeggiata

Novembre 19, 2009 di supertupet
digitale terrestre!

foto di gnato

La moglie è preoccupata: riuscirà mio marito a installare il decoder? Forse sogna l’arrivo di un tecnico specializzato, sicuramente più figo del marito. Ma no, collegare il decoder al televisore sembra proprio una cavolata, persino quello sfigato di suo marito ci riesce. Ma che bello spot. Da pochi giorni in quasi tutto il Lazio è arrivato il segnale digitale e, tutto sommato, pare che non basti collegare due fili e schiacciare un bottone. Pare invece che al call center, gentilmente attrezzato dal ministero per lo Sviluppo Economico, abbiano chiamato in 100.000 solo nella prima giornata. Dove sono finiti i canali? Quanto costa il decoder? E se voglio vedermi una videocassetta? Sicuramente Scajola avrà tutte le risposte.

Personalmente questa cosa della tv digitale non mi piace. Perché non c’è scelta. Non che di televisione ne guardo molta, e nemmeno che sia un obbligo. Ma qualche masturbazione televisive ce l’abbiamo tutti, e non è lo stesso farsele al pc. Mi piace l’abbinamento divano-telecomando, mi piacciono le interferenze quando c’è il temporale, mi piace togliere l’audio quando c’è la pubblicità. Insomma, la televisione fa parte della mia vita.

Ho letto su un vecchio post del blog digitalwaves.splinder.com una bella spiegazione  sulla differenza tra analogico e digitale. Non ho colto tutti i dettagli, ma mi pare di aver capito che il segnale digitale sia una ricostruzione della realtà, che può essere più facilmente manipolata e apparentemente perfezionata. Il risultato è comunque una realtà più povera di informazioni. Se così fosse, questo spiegherebbe perché l’Italia sia uno dei primi paesi in Europa nella corsa al digitale.

Skype open source? Solo fumo, niente arrosto…

Novembre 2, 2009 di freaxed

Oggi ho letto questo fresco post sul blog di skype. In pratica si lascia intravedere la prossima apertura del codice sorgente di skype verso il mondo linux.

Non nego che in prima battuta la notizia mi ha emozionato! Ho iniziato a fantasticare  iniziando a sperare di vedere a breve l’applicazione trasformarsi e integrarsi nei più impensabili e colorati modi possibili, preda di quell’umus creativo che solo le comunità open source riescono a creare.

Leggendo le poche righe si capisce chiaramente che si tratta solo di aprire il codice della UI (user interface, interfaccia utente). Quindi il cuore del programma (che lo ha reso tanto famoso e per alcuni aspetti imbattibile dalle cugine tecnologie VoIP) rimarrà sempre chiuso. Nessun segreto, né tecnologia svelata.

forno

Ma d’altra parte.. che cosa sarebbe skype se perdesse la sua unica proprietà, ovvero il codice intorno al quale si è creato un mondo?

Solo fumo, niente arrosto.

La Rete non la ferma nessuno!

Ottobre 4, 2009 di webelin

movimento-beppe-grilloCon questa frase Beppe Grillo ha concluso l’incontro di oggi pomeriggio al Teatro Smeraldo di Milano, che a partire dalle 15 è stato diffuso in streaming attraverso la rete, grazie a c6.tv. Nonostante diversi problemi di audio che andava e veniva, tutti abbiamo potuto seguire la nascita del nuovo moVimento promosso dal comico genovese, con la presentazione delle sue liste civiche.

Oltre allo scottante tema sul vergognoso scudo fiscale, sono stati affrontati molti altri discorsi e a noi in particolare preme ricordarne uno: quello che riguarda l’importanza della diffusione delle informazioni attraverso Internet. Ecco cosa ha dichiarato Beppe nella sua intervista apparsa ieri sul nuovo periodico “Il fatto quotidiano“: “Ci sarà la presentazione di un nuovo movimento, un movimento on-line: dunque non è un partito, non ha sedi, non ha organigrammi, non ha referenti provinciali, non ha controlli, non ha comitati”, e ancora “Noi siamo democrazia dal basso, ma con obiettivi chiari sull’energia, sull’ambiente, sulla mobilità, sulla sanità, sul wi-fi“.

Fa un bell’effetto sentire nella stessa frase le parole “democrazia” e “on-line”, in un paese dove stare dietro ai capricci delle compagnie telefoniche (Telecom in testa) è diventata la nostra croce quotidiana. Ci vuole un interprete per capire qualunque piano tariffario, e un avvocato se mai osiamo tentare di cambiare compagnia. Per non parlare dei soldi che ogni giorno tiriamo fuori dal portafogli per per comunicare, per lavorare, per sopravvivere. Se vogliamo tenerci informati, e anche questa è una questione di sopravvivenza, spegnamo di corsa la televisione e affidiamoci alla Rete. Tanto l’occhio critico ormai l’abbiamo sviluppato e sapremo sicuramente trovare un minimo di verità.

A cosa serve facebook!

Settembre 25, 2009 di webelin

Non ho resistito a non postarlo. Meraviglioso.