Non si capisce nemmeno se sia un maschile o un femminile. “Ci sei su Facebook?“, “Te lo fai ‘sto profilo su Facebook?”, “200 milioni di utenti iscritti a Facebook”. Perché “faccia”, siamo d’accordo, è femminile, ma “libro” no. Che sia questa sua angelica natura ad attirare tanto i cyber-maniaci? Questa parvenza di rete dentro la Rete (ricordate lo stato dentro lo Stato?), ci spinge ad aprire di corsa un profilo Webelin su Facebook, finché siamo in tempo. Se ogni ora al mondo nascono 15.000 bambini, sono 42.000 le persone che contemporaneamente “nascono” sul dannato Social Network. Scusate se ne stiamo fuori, ma proprio non ce la facciamo.
Ipocriti che siamo. In quanto professionisti della comunicazione, come possiamo dire a un cliente che sconsigliamo un profilo aziendale su FB? Lo si raccomanda eccome, meglio esserci che non esserci. È come chi dice di non essere credente, ma non si sente nemmeno ateo: nel dubbio una preghiera ci scappa. Apparentemente Faccialibro ha un sacco di seguaci, che parlano, taggano foto, mandano ditate (poke), si muovono silenti nei posti di lavoro, accerchiati da colleghi e capo-ufficio. Che poi su FB c’è pure lui, magari con uno pseudonimo, e te la mena perché gli hai rifiutato l’amicizia, perchè non hai partecipato alla riunione, annunciata come evento su Facebook. Usare l’indirizzo di posta elettronica no, eh?
Mi vengono in mente domande discutibili, tipo: cosa succederebbe se l’intera popolazione mondiale fosse schedata con nome e cognome? In effetti qualcuno ci sta provando, cercate il gruppo: “TUTTA FACEBOOK IN UN SOLO GRUPPO…tutti qui !!!”. Cose del genere fanno sperare che il sistema stia per implodere, ma no. Poi chiediamoci, se un cliente ha un profilo FB, fighissimo, aggiornato e partecipato, ma ha un sito ufficiale obsoleto, con le gif animate, grafica anni novanta, e meta-tag che schifano qualunque spy-robot che si avvicini… Cui prodest? Il gruppo sarebbe uno specchietto per le allodole, peggio del cartellone del Motel Bates di Psycho. Si rischia di finire male…
Creare e far vivere un gruppo ufficiale su Facebook costa fatica e soldi. È una piattaforma legnosa e piena di insidie, nonostante l’apparenza leggera, utilizzarla per scopi professionali non è così facile come sembra. Quindi, care aziende, se avete risparmiato per i tempi bui, mettendo da parte un budget per la comunicazione, prima di gettarvi nella mischia del Social Networking, date un’occhiata al vostro sito ufficiale. Forse prima di nascondersi dietro una Faccia, amichevole ma ordinaria, sarebbe ora di rinnovare il proprio aspetto interiore, in modo originale e davvero competitivo.
PS. Ovviamente trovere questo articolo spammato su Facebook.
Etichette: cyber, cyber-maniaci, Faccialibro, Face Book, facebook, Facebook per aziende, Motel Bates, Psycho, restyling siti, Social Network, Webelin

luglio 31, 2009 alle 12:30 pm |
ottimo post!
E la foto iniziale è davvero fantastica!
Anche io non ci sono su facebook, non per snob ma semplicemente non ho una bella foto in costume da mettere nel mio profilo
Alla tentazione FB ho resistito solo perchè l’interfaccia grafica non mi è mai piaciuta, ma che invidia per chi ha avuto questa semplice e geniale idea!
agosto 1, 2009 alle 12:47 pm |
Ride bene chi ha i denti
settembre 2, 2009 alle 1:20 pm |
non c’è molto da ridere, siamo destinati a scomparire.
resteranno solo le nostre identità su fb, con la foto, ritoccata, di come eravamo, mentre grassi e maleodoranti invieremo messaggi in cui neppure noi crediamo.
settembre 3, 2009 alle 3:53 pm |
il problema è facilmente risolvibile, è più che evidente che alla signorina Janet Leigh alias Marion Crane manca semplicemente del filo interdentale, due passatine e si toglierebbe quella fastidiosa tavoletta facciadilibro che le è rimasta impigliata frai denti, magari con quattro passatine si scrostasse anche un po’ del tartaro della morbosità che possiede gli schiavi di fb
settembre 3, 2009 alle 3:55 pm |
bravo “the butcher”, l’ottimismo è il profumo della vita, ma forse potremmo iniziare ad usarlo come deodorante…
settembre 14, 2009 alle 10:09 am |
o come detergente intimo…
lo vedo più adeguato oggi come oggi.
agosto 29, 2011 alle 5:37 pm |
[...] dal vortice dei social media, perché a un certo punto, mentre io ero seriamente impegnata a odiare Facebook, tutti gli altri se ne sono innamorati. Così per star dietro alle richieste, mi sono improvvisata [...]